Triesteuropea promuove la cultura con degli investimenti produttivi

 

«Uno dei punti fondamentali del programma elettorale di Triesteuropea è la valorizzazione del patrimonio culturale cittadino.

Abbiamo già proposto in passato il progetto “Fondazione Leo Castelli” per trasformare il capoluogo giuliano in capitale della pop art, ricordiamo infatti che il triestino Leo Castelli è stato uno dei galleristi più importanti del ‘900 oltre che scopritore di artisti dal calibro di Andy Warhol.

Intendiamo far conoscere ai triestini, e non solo, la città che ha dato i natali anche ad altre figure di spicco che si sono contraddistinte nell’arte europea e mondiale come ad esempio Leonore Fini di cui intendiamo promuovere un premio riservato alle artiste emergenti.

Non possiamo inoltre dimenticare un caposaldo della cultura contemporanea come la libreria “Umberto Saba” la quale meriterebbe maggiori attenzioni da parte delle istituzioni.

Triesteuropea ritiene che il Comune dovrà creare un consorzio riservato ai caffè e alle altre realtà storiche con agevolazioni fiscali accompagnate da iniziative culturali che le valorizzino sullo stile di quanto già viene fatto a Vienna.

Per quello che concerne la “Sala Tripcovich, da troppi anni ormai purtroppo inutilizzata, questa potrebbe essere messa a disposizione di tutti gli artisti che intendono sperimentare il proprio talento.

Il patrimonio culturale del dialetto triestino va valorizzato con iniziative ad ok come ad esempio la creazione di un concorso atto a premiare con delle borse di studio gli allievi delle scuole cittadine di ogni ordine e grado.

Reputiamo infine necessario investire risorse sia per riqualificare il “Museo Revoltella” che per trasferire il “Museo Diego de Henriquez” in una location più centrale promuovendo, allo stesso tempo, in maniera massiccia realtà ai più sconosciute».